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 | | | | » Karen Kozuhi Che gentile dissi ridendo entrando nella stanza, che ci avrebbe ospitato per quel lungo soggiorno. Mi guardai intorno altro che stanza sembrava un appartamento pensai meravigliata. Le pareti erano chiare, come le tende. C'era una finestra abbastanza grande, con un piccolo davanzale, e la prima cosa che feci fu affacciarmi, vedendo che la finestra si affacciava direttamente sul giardino. Per quanto riguarda i mobili, c'era un armadio fortunatamente diviso in due sconparti, una poltroncina, due comodini e un letto matrimoniale pensai sorridendo, prima di realizzare l'ultima parola, ovvero letto matrimoniale? Che imbarazzo, dormire insieme a lui, certo che coloro che facevano le camere volevano fare anche i cupidi per caso? pensai ridendo. Mi sa che ti toccherà dormire con me. dissi scherzando, a meno che non vuoi godere del tappeto nel corridoio conclusi scoppiando a ridere. Continuando a gironzolare per la stanza, aprii una porta e trovai il bagno, anche questo era abbastanza tenue, e sopratutto vasca, lavabo, e box doccia erano in marmo. Altro che Ordine mormorai allibita guardando tutta quella " sciccheria". Ritornai poco dopo in camera buttandomi sul letto, travolegendo anche il povero Arthur, una cosa la devo dire è comodissimo dissi ridendo, guardando fuori dalla finestra, che mostrava il cielo scuro e la pioggia che continuava a cadere incessantemente. Sorrisi, si ci sarà da divertirsi. | | | |
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 | | | | » Karen Kozuhi Risi. A me non da fastidio dissi con un tono forse un po' troppo serio. Ahhh ho capito il tappetino non ti alletta vero? gli dissi prendendolo in giro, mi sedetti sul letto incrociando le gambe. Dovremo disfare le valigie mi sa gli dissi pensierosa, anche se non ne avevo alcuna voglia. Guardai il cielo ancora scuro, e finii per provare freddo, così mi stesi nuovamente abbracciando Arthur, freddo dissi ridendo. Mi dispiace ma dovrai subirti le mie " amorevoli paranoie " gli dissi scherzando anche se in parte era vera, oh povero malcapitato pensai. Domandina dissi ridendo. Ma come si diventa angeli? gli chiesi scostandomi leggermente da lui, anche perchè non ci tenevo che si facesse brutte idee fin dall'inizio, anche se la mia curiosità non aveva davvero limiti, pensai ridendo. | | | |
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 | | | | Arthur Rassicurato dalfatto che non le desse fastidio dormire nel mio stesso letto mi voltai a pancia in su e misi le mani dietro la testa. «No, il tappetino lo eviterei volentieri!» risposi ridacchiando. Presi in considerazione la sua successiva considerazione sul fatto di disfare le valigie: i miei bagagli non erano neppure molto grossi. Subito dopo, però, lei mi stupì, abbracciandomi e diciendomi che aveva freddo. Così l'abbracciai a mia volta, accarezzandole i capelli. «Va un po' meglio ora?» le chiesi dolcemente. Le sue 'amorevoli paranoie', come le aveva chiamate lei, non mi disturbavano assolutamente. Anzi: mi facevano sentire meno solo. Chissà... forse è questo, quello che provano gli umani quando parlanodi amicizia o di amore. E la stssa sensazione me la faceva provare quando mi faceva tutte quelle domande. Certo, qualcun'altro avrebbe potuto trovarle stressanti, ma per me non lo erano assolutamente. «A questo non so proprio come risponderti, sai?» le dissi quando mi fece l'ennesima delle domande di cui parlavo prima. «E' passato così tanto tempo...». Non ricordavo molto di quello che era successo prima che diventassi angelo grigio. Qualche ricordo flash, immagini per lo più, ma null'altro che testimoniasse nella mia mente la mia condizione di angelo bianco. Figurarsi se mi ricordavo cos'era successo ancora prima! | | | |
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 | | | | » Karen Kozuhi Si dissi sorridendogli, non staccandomi da quell'abbraccio, non so mi sentivo ... protetta forse è il termine adatto. Risi quando mi disse di non sapermi rispondere. Beato te allora che non ricordi. Sai spesso vorrei anch'io dimenticare il passato mormorai abbassando nuovamente il viso sul suo petto. Ricordare è doloroso, ed io lo so bene, spesso mi trovo a ricordare ricordi belli che mi hanno fatta ridere a quei tempi, ma subito dopo la tristezza, la rabbia e tutti questi sentimenti prendono il sopravvento, e solo una domanda riesco a pormi in quel vortice << perchè >>. Ancora oggi non ho capito quel gesto, ancora oggi non so se pentirmi di aver portato salvezza alla tua anima. Mi accorsi solo allora di stringere il povero Arthur ancora a me. Ti sto soffocando? gli chiesi con aria scherzosa. | | | |
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 | | | | Arthur Non mi mossi dalla posizione che avevo assunto.Avevo come l'impressione di fare del bene, anche se non ne ero proprio sicurissimo. Non riescivo, e non riuscirò mai, a capirle, le emozioni. Non quando le provo io, almeno. Non ci riesco. «Nono! Assolutamente!» le risposi piano, mentre ripensavo alle parole che mi aveva detto appena prima. Nella sua voce avevo avvertito un tono di tristezza. Mi chiesi il perchè. Ma dato che non riuscivo a capirlo, lo chiesi a lei. «Perchè vuoi dimenticarti il passato?» dissi. Solo dopo iniziai a pensare che forse quella mia domanda era stata un po' scortese, che forse era meglio se fossi stato zitto. «Comunque se non vuoi rispondermi, non farlo.» agiunsi, cercando di riaggiustare il tiro. | | | |
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 | | | | » Karen Kozuhi Vedi, ogni esorcista diventa tale, se ha almeno una tragedia sulle sue spalle dissi amaramente o almeno per molti è così e io faccio parte di questi. conclusi mentre rimanevo sempre abbracciata ad Arthur. Non so perchè ma volevo aprirmi, almeno un po' pensai. Una mia amica diventò un Akuma, ed io ... la uccisi per salvarla mormorai stringendomi a lui, mi sa che lo avrei davvero soffocato, ma i ricordi iniziarono a riaffiorare e finii per chiudere gli occhi. Molti pensano che gli esorcisti siano i prescelti, ma invece siamo solo dei dannati, degli stupidi fissati con le manie di grandezza dissi sfogandomi, mentre le lacrime iniziavano a scendere lungo il mio viso. Non dovevo piangere, solo che i ricordi mi facevano male, rivivere quella scena, rivedere quelle immagini era ... straziante. Pensai di sembragli davvero una bimbetta, accoccolata su di lui, con le lacrime che mi rigavano il viso, ma non potevo fare a meno di esserlo. perdona il post schifoso e tragico çç | | | |
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 | | | | » Karen Kozuhi Mi strinse a se, e questo mi aiutò a calmarmi. Grazie dissi mentre il sorriso ritornava raggiante sul mio volto. Mi asciugai una lacrima sulla guancia, e mi tirai a sedere su letto. E mi dispiace aggiunsi nuovamente. Mi stiracchiai alzandomi dal letto, e avvicinandomi alla valigia, che purtroppo doveva essere disfatta così l'appoggiai sul letto, iniziando a riporre i vestiti nell' armadio. Dobbiamo pur farlo no? gli chiesi ridendo, anche se infondo continuavo a ripetermi << meglio farlo ora, così eviti di farlo dopo >> anche se spesso tendevo a preferire il dopo che il prima. Mi racconti qualcosa di te? gli chiesi all'improvviso sorridendo. Si, ero decisamente una ragazza curiosa, ma in fondo ognuno ha i suoi difetti pensai sorridendo tra me. | | | |
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 | | | | Arthur Fui felice quando finalmente smise di piangere e il sorriso tornò sulle sue labbra. Le sorrisi anche io, di rimando. Poi la seguii nel disfare le valigie, anche se avevo portato con me pochissime cose: giusto un paio di cambi più l'uniforme scolastica. Ci misi pochissimo a sistemare tutte le mie cose e nel frattempo arrivò un'ulteriore domanda. Mi racconti qualcosa di te?. «Beh, sai... c'è ancora poco di me che non ti ho ancora detto.» ammisi. E in effetti la mia vita non era stata proprio piena di avvenimenti. Sostanzialmente, da quando ero diventato angelo grigio, tanto, tanto tempo fa, niente era cambiato di me. Certo, avevo viaggiato per moltissimo tempo e avevo esplorato ogni angolo del mondo, ma nulla di ciò che avevo visto mi aveva cambiato dentro. E nemmeno fuori. «Sono stato sempre così, sai?» dissi mentre mi sedevo sul letto. «Nulla di più, nulla di meno. Ho viaggiato in lungo e in largo, ma nulla è stato in grado di mutarmi». Feci spallucce. «E questo è tutto.» Già, davvero tutto. Pensai che in realtà il problema era stato uno: avevo pensato troppo a come ero imperfetto esteriormente rispetto al resto degli angeli, quando in realtàil problema stava dentro di me. Dovevo impegnarmi a maturare dentro: forse solo così mi sarei sentito realizzato. «Vuoi un aiuto con le valigie?» chiesi poco dopo, dato che io avevo finito. «In due si fa prima!» | | | |
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 | | | | » Karen Kozuhi Allora è un bene che non sei cambiato gli dissi ridendo finendo di mettere apposto gli abiti, e saltando poi quasi letterlamente in braccio al povero angelo. Sai è difficile non cambiare osservai cingendogli il collo con le braccia facendomi coccolare da lui. Mi stavo comportando da peluche pensai ridendo tra me, però mi piaceva quella sensazione di calore e di protezione. Mi staccai poi da lui, stiiracchiandomi un po'. Io vado a farmi un bel bagno caldo, ci vediamo dopo dissi ridendo scomparendo dietro la porta. Ero ancora meravigliata ... si del bagno. pensai ironica, in ogni modo non c'era una sola cosa che in questa scuola non fosse al suo posto o perfettamente curata. Mi svestii ed entrai nella vasca che avevo riempito. Sospirai al contatto con l'acqua calda, ecco esaudito il secondo desiderio della giornata. | | | |
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 | | | | Arthur Non avevo mai pensato alla possibilità che non cambiare fosse un bene. Non era da me credere ad una cosa del genere. Non io, che avevo passato la vita a tentare di farlo. Solo quando si buttò tra le mie braccia, finalmente capii. In quel piccolo frangente di tempo in cui ci eravamo conosciuti, lei era riuscita a cambiarmi. Ma guardatemi... Sono completamente diverso dall'asociale scorbutico che ha varcato i cancelli di questa scuola qualche giorno fa. Avrei voluto dirglielo, ma andò in bagno a fare la doccia prima che ci riuscissi. E forse era meglio così. Era meglio farle credere di essere stato così sempre. O forse è semplicemente più facile. In ogni caso ero convinto di stare facendo ciò per lei. Rimasi lì, seduto sul letto, immobile, ad osservare nel silenzio quella camera bellissima, aspettando che lei uscisse dal bagno. Non c'era nient'altro da fare. Erano così vuoti, i momenti senza di lei... Mi sdraiai sul letto e chiusi gli occhi, come se volessi dormire. Ma io non dormo mai... | | | |
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 | | | | » Karen Kozuhi Terminai dopo un po' il bagno rilassante, e mi rivestii indossando dei semplici pantaloncini ed una maglietta senza maniche. Ok, un abbigliamento decisamente strano per la stagione, infatti siamo in inverno, però mi piaceva vestirmi leggera per non parlare che la camera era riscaldata. Uscii dal bagno, stranamente contenta di rivedere Arthur, stavo per salutarlo allegramente, ma mi trattenni appena in tempo, infatti lo vidi steso sul letto, con gli occhi chiusi, sorrisi involontariamente, sembrava davvero un angelo. Mi sedetti delicatamente sul letto, piegando leggermente la testa di lato, guardandolo, anche se era come se ero ammaliata dal suo viso, infatti finii per avvicinarmi , scossi leggermente la testa, appoggiando il gomito sul cuscino e continuando a guardare quell'angelo che dormiva. La mia iniziale idea era quella di riempirlo di domande, ero un tipetto molto curioso, però vederlo qui così tranquillo è ... bello pensai prima di darmi della stupida, e lo ero veramente. | | | |
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| 47 replies since 13/11/2009, 14:59 |
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name: • Damned Dream, awww gdr ~
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