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 | | | | --- Black Rock Shooter (Blacky) ---
Il Creatore mi aveva ordinato di dirigermi in quella certa Kurenai Academy ed io, come una brava bambina, avevo obbedito e nel giro di un paio di orette ero praticamente giunta alla mia destinazione. Attualmente mi trovavo in un bosco, in lontananza si scorgeva il nitido contorno della rinomata accademia. "Si può sapere perché dovrei andare in una stupida scuola per mocciosi speciali!? Io non ne ho il minimo bisogno!"Pensai nervosa ed irritata, iniziando a calciare piano un povero sassolino che si era ritrovato sulla mia strada. Sospirai abbattuta, per quanto io potessi essere potente sapevo che dovevo stare al mio posto: Lui mi aveva creata ed allo stesso modo, se avesse voluto, avrebbe potuto eliminarmi. Mentre avanzavo con tutta tranquillità verso la scuola, la mia solita fiamma azzurra aveva iniziato a tormentarmi con i ricordi perduti del mio amante. Era una cosa frustrante, lui non ricordava niente mentre io dovevo portarmi dietro il peso delle mie memorie ed anche delle sue allo stesso tempo. "Di sicuro vorrà ancora punire per questa storia!"Continuai a riflettere, portandomi una mano davanti all'occhio sinistro per poi lasciarla ricadere lungo il fianco. Mi distrassi dai miei pensieri quando udii un rumore assordante poco distante da me, e nel giro di poco potei scorgere la figura di un gatto demoniaco grande dieci volte di più rispetto al normale e che mostrava fiero i suoi denti aguzzi. «Fai il bravo cucciolotto, non ho voglia di giocare!»Gli dissi acida come se lui potesse capirmi, bhè, in realtà se volevo potevo farmi capire anche dagli animali, ma ora non avevo voglia di usare nessuno dei miei poteri. Ripresi così a camminare tranquilla, ma ovviamente quell'odioso gatto aveva deciso che, probabilmente, io sarei diventata il suo pranzo visto che cercò di assalirmi con una zampata che evitai senza alcun problema. «A quanto pare non mi dai scelta...»Sospirai, lo sguardo gelido puntato negli occhi del felino. La mia intenzione? Liberarmi di lui il prima possibile, se fosse sopravvissuto e meno non mi interessava. Ogni giorno, rifletto su come possa scomparire senza causare a nessuno dei problemi. In ogni caso, ho sempre rinunciato alla fine. Non mi spaventerebbe scomparire. Allo stesso modo svanirebbe anche la sensazione di paura. È solo che... Quello che mi spaventa davvero... Non è la scomparsa dei miei ricordi... Ma quello di svanire dai ricordi degli altri. Quindi in realtà sono una codarda. Chihiro Shindou DD | DA | Ash FC | Set © Blacky~ | | | |
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» Hotarubi Saltellavo da un ramo all'altro del bosco vicino alla Kurenai Academy. Avevo deciso di percorrere quella strada perchè era la più veloce in cui potessi rimanere nascosta in caso di visite inaspettate. Inoltre c'era Yashamaru che mi aveva supplicato di passare di lì, così da farsi uno spiuntino, se fosse capitata l'occasione. «Bah, roba da matti voi serpenti!» gli dissi sottovoce, in modo che nessun altro ci sentisse. «Pensate sempre e solo a mangiare» Di tutta risposta, mi sibilò contro, come per dire Ma i fatti tuoi, te li fai mai?. Evitai di rispondere per pura cortesia. Come faccio a farmi i fatti miei, se vive con me 24 ore su 24? Bah, roba da matti. Continuai a saltare tra i rami, finchè non mi ritrovai davanti ad una scena che reputai alquanto particolare. C'era un gatto demoniaco bello grosso e davanti a lui una ragazzina. Ah, i gatti... Non mi sono mai stati troppo simpatici. Preferivo i rettili o gli insetti: erano molto più stimolanti. Fosse stato solo per lui avrei tirato dritto senza degnarlo di un ulteriore sguardo. Ma c'era qualcosa che mi bloccava. Era la ragazza. Aveva un occhio incredibile, con una fiamma azzurra. Mai vista una cosa del genere. So che a quel punto, da brava ninja che dovrei essere, me ne sarei dovuta adare, per raggiungere l'obiettivo che mi ero prefissta, quell'Accademia. Ma la curiosità era troppo forte. «Sai cosa ti dico? In realtà sei tu, quella che fa roba da matti!» subilò stizzito Yashamaru mentre io mi buttavo a capofitto sul gattone. E lui che sperava di finire il nostro viaggetto tranquillamente... Beh, era stato lui a dirmi che voleva mangiare. E io non gli avevo ancora chiesto se la carne di gatto mannaro fosse di suo gradimento. | | | |
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Ero ferma immobile a guardare quello stupido gattaccio che, poverino, non sapeva cosa stava rischiando a provocarmi in quel modo: è vero che ero paziente ed adoravo i demoni di ogni tipo, ma ora avevo un compito da svolgere e bhè, ero la proxy del tempo, se proprio io non rispettavo gli orari ed i tempi che mi ero imposta, che esempio sarei stato per la semplice razza umana, dove la parola "ritardo" era all'ordine del giorno? Ammetto che sorrisi leggermente sadica mentre mi preparavo a finire quella stupida sceneggiata con un solo colpo deciso, ma fui distratta da un rumore proveniente da dei rami lì vicini. Alzai lo sguardo, notando una probabile giovane ninja che si stava buttando a capofitto sul demone. "Tsè, figuriamoci se dovrò essere in debito con una mocciosa per avermi liberato da un insulso inconveniente come questo!"Pensai infastidita alla sola idea, decidendomi finalmente a prendere quel micione sul serio. Mi avvicinai rapidamente a lui senza dargli il tempo di rendersene conto, appoggiando una mano al suo caldo ventre che trapassai violentemente con la mano facendolo uggiolare rumorosamente. «Stupido gatto.»Dissi tranquilla, indifferente se quella ragazza avesse potuto sentirmi oppure no. Estrassi così la mano dal demone, ripulendola dal sangue con un rapido gesto mentre quell'essere si dimenava per il dolore. «Mocciosa.»Dissi gelida, riferendomi alla ragazza appena arrivata. «Nessuno ti ha chiesto niente, perciò avresti dovuto continuato a farti gli affari tuoi e non intrometterti!»Esclamai sempre con un tono distaccato guardandola fredda, per poi darle le spalle e riprendere a camminare tranquilla in direzione della scuola, lasciandola da sola in compagnia di quella belva feroce ormai profondamente ferita. Dalla mia mano gocciolava ancora qualche goccia di sangue che, nella fretta, non avevo tolto come si deve. Ogni giorno, rifletto su come possa scomparire senza causare a nessuno dei problemi. In ogni caso, ho sempre rinunciato alla fine. Non mi spaventerebbe scomparire. Allo stesso modo svanirebbe anche la sensazione di paura. È solo che... Quello che mi spaventa davvero... Non è la scomparsa dei miei ricordi... Ma quello di svanire dai ricordi degli altri. Quindi in realtà sono una codarda. Chihiro Shindou DD | DA | Ash FC | Set © Blacky~ | | | |
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» Hotarubi Non avevo fatto in tempo nemmeno ad atterrare che il gattone era già stato trapassato dalla mano di quella strana ragazza. Quell'immagine, unita al terribile grido d'aiuto lanciato da quell'animale, aveva un che di inquietante. Tuttavia non riuscì a distrarmi dalla mia curiosità. La prima cosa che feci appena fui a terra, fu quella di consigliare a Yashamaru di mangiare ora, se non voleva digiunare finoal nostro arrivo. Neanche a dirlo e lui seguì il mio consiglio alla lettera. Poi rivolsi nuovamente il mio sguardo a quella strana ragazza. Anche lei mi guardava, con il suo occhio fiammeggiante. C'era però una sostanziale differenza tra i nostri sguardi: mentre il mio era pieno di curiosità, il suo era fiero, freddo e distaccato. Anche la sua voce era gelida. Mi dava sui nervi. Odio la gente così. Mi aveva dato della mocciosa, anche se non sembrava molto più grande di me. E mi aveva detto di farmi gli affari miei. Ero stufa di sentirmelo dire da tutti. Io faccio quello che mi pare. Punto. «E dire che mi sembravi una persona interessante...» commentai, usando lo stesso tono freddo che lei aveva usato con me, mentre intanto lei si allontanava. «E invece non sei altro che un'altezzosa! Le persone come te sono tutte patetiche allo stesso modo.» Avevo visto perfettamente cosa aveva fatto a quel povero demone e sperimentarlo sulla mia pelle non sarebbe stato assolutamente divertente, ma in quel momento non mi interessava. Non riuscivo più a controllarmi. Yashamaru tornò attorno al mio collo, percependo il pericolo a cui stavo andando incontro con la mia testardaggine. Ma nemmeno lui srebbe riuscito a trattenermi in quel momento. | | | |
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Notai lo sguardo curioso della ragazza - e penso che chiunque avesse una fiamma ardere nell'occhio potesse capirne il motivo - che poi si rivolse a me usando il mio stesso tono freddo. "Insolente ragazzina!"Pensai nervosa fermandomi di colpo e, calpestando un rametto secco, provocai un rumore sordo per poi voltare la testa nella sua direzione. «Io sarei patetica? Tsè, ma fammi il piacere. Io direi che la vera patetica sei tu, mocciosa.»Risposi calma, ma sempre con lo stesso tono gelido e mettendo parecchia enfasi sull'ultima parola. Ma come si permetteva di parlarmi in quel modo!? L'avrei messa volentieri al suo posto, ma mi limitai a parlare: d'altronde non sapeva a chi si stesse rivolgendo, per questo potevo perdonarla della sua sfrontatezza. La guardai senza battere ciglio, voltandomi completamente verso di lei anche con il corpo oltre che con il volto, seguita dal mio mantello nero che si alzò lievemente a causa di una folata di vento che mi mosse pure i capelli. Diedi poi una fugace occhiata al serpente che si era avvolto attorno al suo collo. «Sai, se mi chiedi immediatamente perdono, potrei anche dimenticare la tua sfacciataggine.»Le dissi beffarda ma seria al tempo stesso, guardandola minacciosa. Ogni giorno, rifletto su come possa scomparire senza causare a nessuno dei problemi. In ogni caso, ho sempre rinunciato alla fine. Non mi spaventerebbe scomparire. Allo stesso modo svanirebbe anche la sensazione di paura. È solo che... Quello che mi spaventa davvero... Non è la scomparsa dei miei ricordi... Ma quello di svanire dai ricordi degli altri. Quindi in realtà sono una codarda. Chihiro Shindou DD | DA | Ash FC | Set © Blacky~ | | | |
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» Hotarubi Non so perchè, ma sorrisi quando accolse la mia provocazione. Certo è che era davvero minacciosa, con quello sguardo. Faceva paura. Se fossi stata una persona normale, magari un po' meno orgogliosa, penso che sarei scappata a gambe levate in quel momento. E in quel momento anche Yashamaru me lo stava consigliando. Ma io non sono normale. Proprio per niente. Per questo motivo rimasi lì, fissandola con aria di sfida. Patetica io? Le avrei fatto rimangiare quelle parole. Potevo perdonarle il mocciosa, ma il patetica non mi andava proprio giù. Ora avevo due alterative, chiederle scusa o andare incontro alla sua ira. No. Non le avrei chiesto scusa. «E perchè dovrei?» chiesi acidamente. «Sei stata tu la prima a trattarmi da fallita senza motivo.» Ok, anche io ero stata esagerata. Forse il patetica me lo potevo risparmiare. Ma volevo una motivazione, per lo meno della sua altezzosità o del motivo per cui mi aveva trattato come una pezza da piedi. | | | |
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Rimasi stupita che rimase davanti a me senza indietreggiare, rispondendomi acida, ma il mio viso era come sempre imperscrutabile e non diede il minimo segno di sorpresa da parte mia. Era una cosa che mi succedeva molto raramente, di incontrare qualcuno che non mostrasse paura nei miei confronti anche dopo aer visto cosa sapessi fare... Anche se quella ragazza aveva visto ben poco delle mie reali potenzialità. «Se ti interessa sapere perché ti tratto da fallita, la risposta è molto semplice: è quello che sei. Comparata ad una come me, non sei che un zero assoluto.»Mi limitai a dire, usando il suo stesso tono acido e guardandola seria negli occhi senza spostare di un millimetro il mio sguardo.. «D'altra parte, devo ammettere che hai un bel coraggio: non è da tutti scappare di casa a soli dieci anni. Però ora sei costretta a doverti nascondere per fuggire, non sei in grado di affrontare apertamente il tuo clan. Quindi, alla fine, sei davvero una fallita: sai solo scappare.»Continuai il mio piccolo discorso serena ma senza smettere di fissarla ed usando sempre il mio tono freddo e fiero. Mentre parlavo mi ero avvicinata a lei, riducendo la distanza che ci separava ad un metro scarso. Se vi state chiedendo come abbia fatto a sapere parte del suo passato, la cosa mi sembra scontata: sono una proxy, no? Mi bastava fissarla ed intrufolarmi nella sua testa silenziosamente per tornare indietro nel tempo ed assistere come un fantasma impotente alla sua vita passata, a quelli che per lei erano tanti ricordi che ora si mostravano a me come un libro aperto. Ma ovviamente lei non poteva saperlo: forse si era accorta di "un'intrusione" nella sua testa, ma dubito seriamente che sapesse come pormi resistenza. Ogni giorno, rifletto su come possa scomparire senza causare a nessuno dei problemi. In ogni caso, ho sempre rinunciato alla fine. Non mi spaventerebbe scomparire. Allo stesso modo svanirebbe anche la sensazione di paura. È solo che... Quello che mi spaventa davvero... Non è la scomparsa dei miei ricordi... Ma quello di svanire dai ricordi degli altri. Quindi in realtà sono una codarda. Chihiro Shindou DD | DA | Ash FC | Set © Blacky~ | | | |
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» Hotarubi Non riuscivo a capire. Come faceva a sapere così tante cose di me? Della fuga, dei 6 anni passati a scappare. Era inquietante. Terribilmente inquietante. Probabilmente io ero davvero uno zero assoluto, in comparazione a lei, se conosceva il mio passato senza che io non ne avessi fatto neppure menzione. La guardavo come stordita, indecisa sul da farsi. «Su una cosa ti sbagli.» dissi infine. «Non voglio nascondermi perchè non sono in grado di affrontare il mio clan. Lo faccio solo perchè non ho più voglia di scappare. Sai... a scappare per sei anni ci si stanca.» Era quello il motivo che mi spingeva verso l'accademia: la stanchezza. Ma c'era anche dell'altro. E' difficile fare del male a chi ti ha sempre trattato bene, come loro avevano fatto con me. Sicuramente non sarei tornata indietro, ma non avrei neppure rinnegato ciò che avevano fatto per me affrontandoli apertamente una battaglia. Anche se ero diventata una vagabonda, un po' di rispetto per quelli che lo meritano ce l'ho ancora. E, sincermaente, la ragazza che avevo davanti, non mi sembrava degna di ciò. «Ma riconoscendo i tuoi poteri, mi trovo in una posizione spiacevole. Ti porgo le mie più sentite scuse.» dissi ironica facendo un inchino esasperato. Yashamaru si dimenafa, sibilandomi nelle orecchie quanto fossi idiota, facendo una mossa di questo tipo. Non ci tieni neppure un po' alla tua vita? Certo che ci tenevo, ma ormai non mi sarei fermata neppure di fronte alla morte. Già, sono una stupida, idiota, testarda... | | | |
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Mi guardava come stordita, e a quella visione risi divertita dentro di me nonostante il volto continuasse ad essere impassibile, sulle labbra nemmeno un accenno di sorriso. "Spero abbia capito che non deve permettersi di scherzare con me."Pensai mentre ascoltavo la sua risposta, con la quale affermava che voleva nascondersi per smettere di scappare. «Mi sarò anche sbagliata, ma alla fine, nasconderti non ti porterà da nessuna parte, proprio come la fuga di questi sei anni. Alla fine, non ci hai guadagnato niente oppure sbaglio!?»Domandai retorica, mentre una piccola folata di vento scosse gli alberi intorno a noi da cui caddero silenziose alcune foglie di varie tonalità di verde, alcune erano chiare un po' più tendenti al giallo mentre altre erano di un verde intenso e scuro. Amavo quel rumore, del vento che all'improvviso decide di muovere le folte chiome degli alberi che provocano un fruscio delicato e le priva delle foglie più deboli che non riescono a rimanere attaccate ai rami. L'osservai sdegnata quando si scusò ironica con me e facendo anche un inchino a dir poco esasperato. «Da quanto vedo, persino il tuo serpente è più intelligente di te.»Dissi franca, sempre più irritata da quel suo comportamento. «Sai, non mi dispiacerebbe divertirmi un po' con te...»Iniziai a dire, annullando la piccola distanza che c'era tra noi e afferrandole il mento con la mano la costrinsi a guardarmi negli occhi gelidi. «Ma per tua fortuna, adesso avrei una discreta fretta: devo raggiungere l'accademia Kurenai entro breve. Però non preoccuparti, non dimentico certi affronti tanto facilmente e frequentando entrambe la stessa scuola, scommetto che avremo un sacco di occasioni per rivederci.»Conclusi, lasciandole il mento ed allontanandomi rapidamente, tornando esattamente nel punto dov'ero pochi istanti prima. Ogni giorno, rifletto su come possa scomparire senza causare a nessuno dei problemi. In ogni caso, ho sempre rinunciato alla fine. Non mi spaventerebbe scomparire. Allo stesso modo svanirebbe anche la sensazione di paura. È solo che... Quello che mi spaventa davvero... Non è la scomparsa dei miei ricordi... Ma quello di svanire dai ricordi degli altri. Quindi in realtà sono una codarda. Chihiro Shindou DD | DA | Ash FC | Set © Blacky~ | | | |
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» Hotarubi Ero totalmente fuori di me, mentre la guardavo allontanarsi da me. Non potevo accettare una situazione del genere. Mi stringevo i pugni con rabbia, tanto che ormai le nocche mi si stavano sbiancando. «Non provare a dire qualcos'altro che possa peggiorare la situazione!» mi sibilò Yashamaru, arrabbiato quanto me, ma per un motivo diverso: la mia stupidità. «Altrimenti ti assicuro che se non muori per causa sua, ti ammazzo io!» Per quanto mi facesse sentire amareggiata, seguii il consiglio del mio serpente. Aveva ragione lei: Yashamaru era decisamente più intelligente di me, lui non si faceva prendere dall'istinto, era calmo e riflessivo. Non dovrebbe essere il contrario? «Beh... Non è facile vedermi fare cose sensate.» dissi amaramente ad alta voce. La fuga era stata certamente la prima di una lunga, infinita serie che non si sarebbe conclusa ora. La guardai di nuovo, stavolta senza ironia nè acidità. Poi mi voltai dall'altra parte. «Andiamo, Yashamaru. Meglio se prendiamo una strada alternativa» gli dissi in tono neutro, senza far trasparire alcuna emozione. Assomigliavo a un cane che, sconfitto, se ne va con la coda tra le gambe. Già, sono patetica. Incredibilmente patetica. | | | |
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 | | | | --- Black Rock Shooter (Blacky) --- «Me ne sono accorta che di cose sensate non ne sai fare: ancora non capisco perché tu abbia voluto fuggire dalla bella e comoda vita che facevi.»Affermai seria mentre la scrutavo in volto e la fiamma presene sul mio occhio sinistro aveva incominciato ad ardere sempre più intensamente, mostrandomi incessantemente quei dolorosi ricordi. Ogni volta che riaffioravano così intensi e vividi sentivo un dolore lancinante al petto... Al cuore. Ormai quelli erano divenuti il mio solo ed unico motivo di vita, perché so che se non avessi mai incontrato lui adesso sarei ancora sola e vuota, a domandarmi incessantemente cosa esistessi a fare. Per controllare il tempo? Se il Creatore volesse, potrebbe farlo benissimo da solo. La verità è che non vuole curarsene, vuole affidare tutti suoi doveri a noi Proxy. Almeno, quello era il mio punto di vista e nessuno lo avrebbe mai potuto cambiare. «Una strada alternativa?»Ripetei le parole della ragazza, mentre dentro di me si accendeva una strana idea. "Potrebbe essere divertente!"Pensai con un ghigno pieno di malignità mentre, fissando sempre la piccola ninjetta, feci fermare il tempo attorno a noi. Alcune foglie erano ferme a mezz'aria, gli alberi immobili con la chioma bloccata mentre ancora veniva scossa del vento. Alcuni piccoli insetti erano stati bloccati mentre volavano ed ora si trovavano sospesi in aria. In quella piccola zona ristretta, gli unici a potersi muovere eravamo io, la ragazza ed il suo serpente. «Allora dimmi, se potessi di nuovo scegliere cosa fare, scapperesti ancora o prenderesti una strada alternativa?»Le domandai scandendo bene la seconda opzione, mentre il panorama intorno a noi si dissolveva e cambiava. Improvvisamente ci ritrovammo catapultate in un'immagine dei suoi ricordi, dove una bambina di dieci anni si stava preparando alla fuga. «Sai, se tu volessi, io potrei far sì che tu possa modificare la tua scelta in modo che tu non sia più costretta a scappare. Cosa ne dici, Hotarubi-san?»Dissi chiamandola finalmente per nome. Perché lo stavo facendo? Semplicemente per rompere la noia mortale di tutti i giorni: d'altronde sarebbe stato divertente vedere la sua reazione. Avrebbe accettato quella mia proposta oppure no? Ero proprio curiosa di vedere cosa avrebbe fatto in quel momento. Ogni giorno, rifletto su come possa scomparire senza causare a nessuno dei problemi. In ogni caso, ho sempre rinunciato alla fine. Non mi spaventerebbe scomparire. Allo stesso modo svanirebbe anche la sensazione di paura. È solo che... Quello che mi spaventa davvero... Non è la scomparsa dei miei ricordi... Ma quello di svanire dai ricordi degli altri. Quindi in realtà sono una codarda. Chihiro Shindou DD | DA | Ash FC | Set © Blacky~ | | | |
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» Hotarubi Non mi ero mai chiesta il perchè di certe cose e una di quelle era proprio la mia fuga. Probabilmente la bella vita non è fatta per una come me. Ho bisogno dei miei spazi, di seguire il mio istinto. Forse l'unica cosa che mi mancava a casa era questo: un po' di autonomia. Quella che stavo tentando di mantenere scappando. Chissà. Magari un minimo di senso tutta questa storia ce l'ha. Mentre ci pensavo accadde una cosa assolutamente assurda. Tutto attorno a me si bloccò: c'erano foglie ferme a mezz'aria, come se fossero appese ad un filo invisibile; non udivo più il canto degli uccelli; anche il fruscio del vento tra le fronde si era completamente interrotto. L'unica cosa che si muoveva era il riflesso che quella luce azzurrognola proveniente dall'occhio della ragazza, dietro di me, proiettava sugli alberi con l'ausilio della penombra del bosco. Mi voltai. Anche lei poteva moversi. «Te l'avevo detto che non la dovevi sfidare, Hotarubi.» sibilò Yashamaru impaurito. Già, perchè, anche se non potevo dimostrarlo, ero sicura che fosse stata lei a fare tutto ciò. E anche Yashamaru lo era. E come per confermare le nostre teorie, mi fece una proposta. «Allora dimmi, se potessi di nuovo scegliere cosa fare, scapperesti ancora o prenderesti una strada alternativa?» Mi sentivo incredibilmente confusa, come mai in vita mia. Riflettevo. Calcolavo davvero i pro e i contro di quella offerta. E mentre pensavo lo scenario attorno a me cambiò di nuovo. Ero a casa, nel villaggio di Iga. E davanti a me c'ero io, all'età di 10 anni, mentre mi preparavo a scappare. E mi guardai. Osservai la mia determinazione mentre studiavo il percorso da seguire o le tecniche per lasciare tracce false. Nei miei occhi non c'era traccia di esitazione. Fu quello a darmi la forza di reagire. «No, non tornerò indietro.» risposi secca, senza esitazioni. Non avrei rinunciato a me stessa, alla mia identità, che avevo forgiato grazie alle mie scelte. E nonostante le mie debolezze e il mio essere troppo impulsiva, mi piacevo così com'ero. «Mi spiace, ma ancora una volta dovrò rifiutare la sua offerta, signorina» continuai, in tono deciso. Quella era la mia risposta definitiva. | | | |
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Notai la sua confusione, riuscivo a percepirla dal suo sguardo. D'altro canto, era una cosa più che comprensibile: non capitava a molti di incontrare un proxy che gli offrisse l'opportunità di rimediare agli errori della propria vita, di cambiarla presumibilmente in meglio anche se, alla fine, non è detto che quella scelta avrebbe potuto rivelarsi quella sbagliata. Accennai ad un sorriso divertito nel sentire la sua risposta, nel notare la sua decisione. Il mio sguardo emanava una piccola luce di fierezza nel sentire poi la sua risposta definitiva. «Come desideri. Allora la tua vita resterà esattamente uguale a quella di adesso.»Risposi e, con un semplice scrocchio delle dita, si sentì di nuovo il rumore del vento ed il canto degli uccelli mentre il panorama attorno a noi iniziava a divenire sfocato, preparandosi a cambiare per l'ennesima volta e tornare ad essere esattamente come prima. Ci ritrovammo così di nuovo in quel semplice boschetto, da dove si riusciva a scorgere all'orizzonte la sagoma della scuola. «Ma sappi che io non ti darò mai più questa opportunità... Anche se qualcosa mi dice che non rimpiangerai mai il tuo passato, forse su questo punto di vista potremmo definirci simili.»Affermai, ed infondo era la verità: nemmeno io avrei mai cambiato quello che era stato, per nessun motivo al mondo. Quello era ormai il mio pensiero fisso, la mia decisione conclusiva. «Oh, perdonami, non mi sono nemmeno presentata quando praticamente so quasi tutto di te, piccola Hotarubi-san.»Dissi ironica, un sorrisetto beffardo stampato sul mio pallido volto. «Mi chiamo Black Rock Shooter, ma puoi chiamarmi pure Blacky, se preferisci.»Le dissi, forse un pochino sarcastica. Ogni giorno, rifletto su come possa scomparire senza causare a nessuno dei problemi. In ogni caso, ho sempre rinunciato alla fine. Non mi spaventerebbe scomparire. Allo stesso modo svanirebbe anche la sensazione di paura. È solo che... Quello che mi spaventa davvero... Non è la scomparsa dei miei ricordi... Ma quello di svanire dai ricordi degli altri. Quindi in realtà sono una codarda. Chihiro Shindou DD | DA | Ash FC | Set © Blacky~ | | | |
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» Hotarubi Nessun ripensamento. Non avrei dovuto avere mai più alcun ripensamento. Ma pensai che ogni volta che avrei ripensato a quel giorno, mi sarei ricordata quello sguardo convinto che avevo da bambina. E ogni altro pensiero sarebbe svanito. Era come diceva lei. Non avrei rimpianto il mio passato. Ci fu una cosa che mi colpì, però, tra le sue parole. Che in quella decisione era simile a me. Non so quale fosse il vero motivo di quell'affermazione, ma per un attimo me la fece sembrare più... umana. Proprio lei che si era dimostrata così distaccata. Ma di questo preferii non profer parola. Piuttosto pensai che fosse meglio trovare una risposta valida al suo presentarsi. Diciamo che il classico 'piacere di conoscerti' non si adeguava troppo alla situazione. «Oh, grazie di essersi presentata ad una comune mortale come me, Blacky-san» risposi quindi, un po' ironica, ma non troppo. Mi suonò strano pronunciare il suo nome, che poi era difatto un soprannome. Chiamarla così era, per me, come se fossimo quasi amiche. E sapevo bene che non era così, ma ben altro. | | | |
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La ragazza, un po' ironica, mi ringraziò di essermi presentata a lei, che si definì una comune mortale. A quel pensiero sorrisi un po' divertita: sembravamo tanto simili a prima vista, due banali ragazze, eppure tra di noi esisteva una differenza colossale: io potevo fare cose che magari lei non avrebbe mai potuto immaginare però Hotarubi era umana. Una razza tanto particolare, dove tutto è inaspettato e dove basta poco per riscoprire la gioia di vivere... Se solo fosse stato così semplice anche per me. Ed invece no, ci avevo provato finendo per soffrire miseramente e dimenticare il mio compito, era proprio per questo che il Creatore ci aveva proibito di provare emozioni e sentimenti, ma una vita senza di essi è come una vita in bianco e nero, senza alcun colore o sapore. Solo quando si capisce cosa sia il dolore e la gioia, quando si impara ad essere amati ed odiati, si può dire di essere veramente vivi. Per un periodo lo ero stata, ed ora invece ero tornata ad essere ciò che ero in principio... Più o meno, perché purtroppo non riuscivo proprio a dimenticare quelle sensazioni, e parte della colpa era proprio della mia fiamma dal colore freddo. «Semplice cortesia, mortale.»Scherzai, riuscendo finalmente a risponderle: penso che fossi rimasta immersa in quei miei stupidi pensieri per un due o tre minuti buoni. Ora che ci pensavo, la gentilezza non faceva più parte del mio carattere da... Un due secoli? In realtà, erano anche due secoli che non avevo sorriso realmente divertita: forse perché quella ragazza era stata l'unica a mostrare un po' di grinta e tenermi testa. Ormai ero rimasta circondata esclusivamente dalla mia servitù da così tanto tempo, che nessuno - sapendo chi fossi in realtà - non aveva mai provato a contrariarmi. «Sai, sono curiosa, cosa pensi che io sia? A che razza presupponi che io possa appartenere?»Domandai completamente disinvolta ma mantenendo accesa la freddezza nella mia voce. Nel frattempo mi ero girata mostrandole la schiena, ma con la testa le feci cenno di seguirmi: la nostra destinazione, in fin dei conti, era la stessa. Forse avere un po' di compagnia mi avrebbe aiutato ad entrare meglio nell'atmosfera scolastica... Solo l'idea di tutti quei mocciosi con cui avrei dovuto vivere accanto per chissà quanto tempo, mi faceva venire la pelle d'oca: era una specie di inferno per la sottoscritta. Però va bhè, magari avrei avuto l'occasione di incontrare qualcuno che proprio come lei mi avrebbe aiutata a sfuggire alla monotonia giornaliera. "Chissà cosa risponderà!"Pensai iniziando ad avviarmi, ed ammetto che ero sinceramente curiosa di saentire la sua risposta. Ogni giorno, rifletto su come possa scomparire senza causare a nessuno dei problemi. In ogni caso, ho sempre rinunciato alla fine. Non mi spaventerebbe scomparire. Allo stesso modo svanirebbe anche la sensazione di paura. È solo che... Quello che mi spaventa davvero... Non è la scomparsa dei miei ricordi... Ma quello di svanire dai ricordi degli altri. Quindi in realtà sono una codarda. Chihiro Shindou DD | DA | Ash FC | Set © Blacky~ | | | |
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| 21 replies since 20/11/2009, 18:14 |
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